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Università, cosa studiare per trovare subito lavoro: i nuovi dati

Cosa studiare all'università per trovare subito lavoro? I dati sui tassi di occupazione, stipendi medi e efficacia delle lauree a un anno dal titolo

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Scegliere cosa studiare all’università è una delle decisioni più importanti per il futuro professionale di ogni studente. Ma quali corsi di laurea garantiscono un ingresso più rapido nel mondo del lavoro? I nuovi dati di Almalaurea offrono una fotografia aggiornata e dettagliata delle prospettive occupazionali dei laureati italiani, tra tassi di occupazione, stipendi medi e “efficacia” del titolo di studio nel trovare un lavoro coerente con il percorso universitario.

Cosa studiare all’università per trovare lavoro subito

Secondo la nuova indagine di Almalaurea, i cui dati sono stati analizzati da La Repubblica, le lauree che garantiscono un accesso più rapido al mondo del lavoro sono quelle in ambito sanitario, ingegneristico e informatico, che sono le stesse a cui sono associate retribuzioni più alte.

I laureati in professioni sanitarie, come infermieristica, fisioterapia e ostetricia, registrano tassi di occupazione altissimi già a un anno dal conseguimento del titolo. Anche ingegneria e informatica si confermano tra le scelte più strategiche: la domanda di professionisti in questi settori è in costante crescita, trainata dalla digitalizzazione e dalla transizione ecologica.

Al contrario, i corsi di laurea in ambito umanistico e artistico mostrano maggiori difficoltà nell’inserimento lavorativo immediato. Nonostante la loro importanza culturale e sociale, questi percorsi spesso non garantiscono sbocchi professionali immediati, rendendo più complesso il passaggio dalla formazione all’occupazione.

Qual è il tasso di occupazione per gruppi disciplinari

I dati evidenziano forti differenze nei tassi di occupazione tra i vari gruppi disciplinari. A un anno dalla laurea, il tasso di occupazione medio si attesta intorno al 78%, ma con significative variazioni tra un titolo e l’altro.

Di seguito, ecco i tassi di occupazione per gruppo disciplinare di studi a un anno dalla laurea:

  • ingegneria industriale e dell’informazione 92,9%
  • informatica e tecnologie ICT 92,7%
  • medico-sanitario e farmaceutico 87,7%
  • politico-sociale e comunicazione 87,7%
  • architettura e ingegneria civile 87,1%
  • economico 85,2%
  • agrario-forestale e veterinario 82,6%
  • scientifico 80,5%
  • educazione e formazione 80,2%
  • scienze motorie e sportive 79,8%
  • linguistico 71,5%
  • arte e design 67,9%
  • letterario-umanistico 61,9%
  • psicologico 60,7%
  • giuridico 58,1%

Questi dati mostrano come la scelta del corso di laurea incida fortemente sulle possibilità di trovare un’occupazione in tempi brevi. Le lauree più tecniche e professionalizzanti offrono un vantaggio competitivo nell’immediato, mentre quelle più teoriche richiedono spesso percorsi formativi aggiuntivi o esperienze lavorative per diventare spendibili sul mercato del lavoro.

Di seguito, i dati sui tassi di occupazione a 5 anni dalla laurea:

  • ingegneria industriale e dell’informazione 95,6%
  • informatica e tecnologie ICT 93,9%
  • medico-sanitario e farmaceutico 93,9%
  • politico-sociale e comunicazione 93,9%
  • architettura e ingegneria civile 93,8%
  • economico 91,3%
  • agrario-forestale e veterinario 90,3%
  • scientifico 89,5%
  • scienze motorie e sportive 88,7%
  • psicologico 87%
  • educazione e formazione 86,9%
  • linguistico 86,5%
  • giuridico 84,6%
  • arte e design 80,3%
  • letterario-umanistico 80,2%.

Quali facoltà fanno guadagnare di più (e di meno)

Anche se si guarda agli stipendi medi, i divari sono molto rilevanti per ambito di studio. A un anno dalla laurea, si va dai 1.783 euro netti mensili del gruppo ingegneria industriale e dell’informazione ai 1.181 euro del gruppo giuridico.

Ecco la retribuzione media netta mensile per gruppo disciplinare a un anno dalla laurea:

  • ingegneria industriale e dell’informazione 1.783 euro
  • informatica e tecnologie ICT 1.777 euro
  • medico-sanitario e farmaceutico 1.660 euro
  • economico 1.614 euro
  • psicologico 1.565 euro
  • architettura e ingegneria civile 1.497 euro
  • scientifico 1.451 euro
  • agrario-forestale e veterinario 1.426
  • politico-sociale e comunicazione 1.400 euro
  • educazione e formazione 1.323 euro
  • linguistico 1.280 euro
  • letterario-umanistico 1.234 euro
  • arte e design 1.211 euro
  • scienze motorie e sportive 1.210 euro
  • giuridico 1.181 euro.

Quali lauree sono più “efficaci” per il mondo del lavoro

L’efficacia di una laurea non si misura solo in termini di occupazione o stipendio, ma anche nella coerenza tra il lavoro svolto e il percorso di studi. A un anno dalla laurea, il titolo conseguito è giudicato “molto efficace o efficace” solo dal 60,8% degli occupati laureati di primo livello e dal 68,2% di quelli di secondo livello. Un calo di 0,9 e 1,3 punti rispetto all’anno precedente.

A un anno dal conseguimento del titolo, le lauree in ambito sanitario e ingegneristico risultano essere le più “efficaci”: oltre l’80% dei laureati lavora in settori direttamente collegati alla propria formazione. Al contrario, le lauree in ambito politico-sociale e artistiche mostrano una minore efficacia: molti laureati (oltre il 50%) svolgono professioni non attinenti al proprio percorso di studi.

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