Stipendi giovani, peggio di noi solo Spagna e Polonia in Europa
In Italia i primi stipendi dei giovani neolaureati sono tra i più bassi in Europa: in Germania sono almeno il doppio, peggio solo Polonia e Spagna
I giovani italiani non appena entrano nel mondo del lavoro hanno degli stipendi molto più bassi rispetto alla media europea. Questo è quello che è emerso da un’analisi condotta nel vecchio continente per quello che riguarda le retribuzioni dei giovani lavoratori al primo impiego. In Europa solo Polonia e Spagna hanno dati peggiori rispetto a quelli dell’Italia, ma stanno facendo grandi progressi, a differenza del bel Paese. In Germania, invece, la retribuzione arriva a livelli che sono quasi il doppio.
L’indagine sugli stipendi di ingresso dei neolaureati
La società americana di consulenza Mercer (che fa parte della società globale di servizi professionali con sede a New York Marsh McLennan and Marsh) ha pubblicato l’analisi 2025 della Total Remuneration Survey, un’indagine sulle politiche retributive di ingresso nel mercato del lavoro.
Per quello che riguarda l’analisi italiana, l’indagine ha coinvolto 735 aziende operanti nel nostro Paese, con un totale di circa 270.000 osservazioni sulle retribuzioni dei neolaureati. Il campione rappresenta le imprese di medie e grandi dimensioni, che hanno un fatturato di 830 milioni e circa 1.430 dipendenti.
Gli stipendi dei giovani italiani sono tra i più bassi
Dal resoconto pubblicato dall’azienda americana è risultato che la retribuzione di ingresso dei neolaureati al loro primo impiego è cresciuta in Italia, ma è ancora indietro rispetto alla media europea. Nel 2025, infatti, è stata di 32.000 euro, con un aumento del 7% rispetto al 2022. Nel 2024 il dato era più basso, infatti, e pari a 30.500 euro.
Se si confrontano i dati dell’Italia con il resto dell’Europa la situazione risulta essere poco allettante. Siamo nella parte bassa della classifica: peggio di noi solo Spagna e Polonia che però stanno velocemente recuperando il terreno perduto. Nel triennio preso in considerazione, infatti, la retribuzione di ingresso è cresciuta del 16% in Spagna e del 41% in Polonia. La classifica è dominata dalla Svizzera (90.000 euro annui), seguita da Austria e Germania, entrambe a 57.000 euro.
Solo il 16% delle aziende italiane ha dichiarato di avere una politica chiara e precisa per i neolaureati e il solo il 36% di avere percorsi di carriera formalizzati. Meno della metà ha scelto di investire in programmi di formazione professionale o di istruzione.
I settori dove la retribuzione media è più competitiva
Per quanto riguarda i settori più remunerativi per i giovani che si affacciano al mondo del lavoro, il Life Science è quello più interessante: in questo caso la retribuzione di ingresso media è di 34.000 euro, del 6,25% superiore alla media nazionale. Seguono il Manufacturing (33.525 euro), i Consumer Goods (32.950 euro), l’High Tech (32.825 euro) e l’Energy (32.250 euro).
Perdono appeal per quello che riguarda gli stipendi, invece, i servizi non finanziari, dove la retribuzione di ingresso è ingresso pari a 28.400 euro: il dato è di circa l’11% in meno rispetto alla media italiana.
Secondo Marco Valerio Morelli, amministratore delegato di Mercer Italia, le nuove normative europee sulla Pay Transparency potrebbero mettere in difficoltà il nostro Paese, con i giovani sempre più propensi a lasciare l’Italia. Secondo l’esperto sarebbe "importante intervenire su tutto il perimetro del Total Reward, dai percorsi di carriera alla formazione continua, in modo da valorizzare al meglio il capitale umano fin dall’ingresso nel mondo del lavoro".
Andrebbero alzati i salari, per portarli alla soglia di 40mila euro lordi. Anche perché "le grandi città e alcune aree del Paese sono molto costose e pongono un tema di costo della vita, tant’è che si dovrebbe tornare a ragionare anche di differenziali a seconda delle diverse aree geografiche", ha concluso Morelli.