Social vietati a under 15, Schettini controcorrente: la sua idea
Social vietati agli under 15? Vincenzo Schettini, il prof de "La fisica che ci piace", ha espresso una posizione controcorrente sul tema: cos'ha detto
In Francia i social saranno vietati agli under 15. La proposta di legge che introduce il divieto di accesso alle piattaforme per i minori di 15 anni ha già ottenuto il via libera dell’Assemblea nazionale ed è ora al vaglio del Senato. Se approvata definitivamente, la Francia diventerebbe il primo Paese europeo a fissare un limite d’età così netto per l’uso dei social network. Un’idea simile è stata annunciata anche dal premier spagnolo Pedro Sánchez, segno di un dibattito che si sta rapidamente allargando. La linea del divieto convince molti, ma non tutti. Tra le voci controcorrente c’è quella del prof di fisica Vincenzo Schettini, che su questo tema ha espresso una posizione diversa rispetto al coro favorevole.
Cos’ha detto prof Schettini sul divieto dei social agli under 15
Divieto dei social sì, divieto dei social no. Con l’approvazione del progetto di legge in Francia, anche la Spagna vuole introdurre un limite d’età per l’uso delle piattaforme. In Italia, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha ribadito il suo sostegno a una misura in tal senso, ricordando la proposta di legge bipartisan presentata in Parlamento. Ma non tutti sono tutti, completamente o in parte, d’accordo.
"Le regole possono essere bypassate facilmente al giorno d’oggi", ha osservato il professore Vincenzo Schettini in un’intervista al Corriere della Sera.
Secondo l’insegnante, imporre un divieto non è la soluzione. Primo perché, a suo avviso, può essere aggirato senza troppa difficoltà. Secondo perché, a suo parere, vietare non basta. "Più che ai divieti credo a un buon dialogo genitori – figli sull’opportunità di usare certi strumenti", ha detto il docente. Per lui, serve soprattutto un’educazione all’uso consapevole degli strumenti digitali.
Schettini ha concluso con un invito rivolto alle famiglie: "Non forziamo i bambini a diventare adolescenti: come le prime uscite, i primi innamoramenti, tutto ha il tempo giusto".
Cosa prevede il divieto social per bambini e adolescenti in Francia
La norma francese, approvata dall’Assemblea nazionale con 130 voti favorevoli e 21 contrari, introduce un limite d’età per l’accesso ai social network da parte dei minori fissandolo a 15 anni. Il testo è adesso in discussione al Senato.
"I cervelli dei nostri figli non sono in vendita. Né sulle piattaforme americane né sulle reti cinesi. Perché i loro sogni non possono essere dettati dagli algoritmi. Perché non vogliamo una generazione ansiosa ma una generazione che creda nella Francia, nella Repubblica e nei suoi valori. La Francia, pioniera dal 2018 nella regolamentazione delle piattaforme, continua ad esserlo oggi diventando il primo paese europeo a impegnarsi in questo percorso". Questo il commento del presidente Emmanuel Macron all’indomani dell’approvazione del disegno di legge.
Ma cosa prevede? Se il testo del provvedimento rimarrà invariato, saranno le piattaforme stesse a dover verificare l’età degli utenti. I gestori dei servizi digitali dovranno quindi dotarsi di sistemi di controllo affidabili, in grado di impedire la registrazione o l’ingresso ai minori di 15 anni.
Le aziende saranno chiamate a implementare strumenti di autenticazione più rigorosi: dal confronto tra l’età dichiarata e documenti ufficiali, fino a soluzioni tecnologiche più avanzate pensate per garantire la tutela dei minori senza compromettere la privacy degli utenti.
Nei piani di Macron, il divieto di accesso ai social per gli under 15 dovrebbe diventare operativo già dal prossimo settembre. Il presidente ha spiegato di aver chiesto al Governo di attivare la procedura accelerata affinché la misura possa entrare in vigore con il nuovo anno scolastico, aggiungendo che "dal 1° settembre i nostri bambini e ragazzi saranno finalmente protetti".
Se l’iter legislativo procederà senza intoppi, la fase successiva riguarderà gli account già attivi: secondo quanto precisato dalla ministra per il Digitale, Anne Le Hénanff, tutti i profili dovranno essere verificati e quelli non conformi saranno disattivati entro l’1 gennaio 2027.