Si possono pubblicare pagelle e voti dei figli sui social?
C'è chi diffonde sui social le pagelle e i voti dei figli, ma si possono pubblicare? Ecco cosa dice il Garante della privacy e uno studio legale
È tempo di pagelle. E non è insolito trovare sui social i post di alcuni genitori che, soddisfatti dei risultati dei proprio figli, condividono online i voti ottenuti da bambini e ragazzi. Ma si possono pubblicare? Vediamo cosa dice il Garante della privacy in merito e anche il parere di uno studio legale.
- Cosa dice il Garante privacy sulla pubblicazione di pagelle e voti sui social
- Pagelle e voti dei figli online? Il parere degli avvocati
- Come affrontare l'arrivo della pagella per la pedagogista Pepe
Cosa dice il Garante privacy sulla pubblicazione di pagelle e voti sui social
Il Garante della privacy ha diffuso un vademecum intitolato La scuola a prova di privacy. Si tratta di una guida, scaricabile sul sito del Gpdp, pensata per tutelare la privacy nel contesto scolastico e per aiutare famiglie, insegnanti e studenti a orientarsi in modo corretto e consapevole.
Qua, per esempio, si trova una sezione dedicata alle foto e ai video realizzati durante le recite, e anche un approfondimento specifico sui voti e sulla loro pubblicazione sul web.
Nonostante le indicazioni del Garante siano rivolte alle scuole e non alle famiglie, rappresentano comunque un riferimento utile per i genitori che intendono pubblicare sui social le foto delle pagelle o i voti dei propri figli.
Nel vademecum si legge: "I voti riportati nelle singole discipline dall’alunno sono riportati nell’area riservata del registro elettronico a cui può accedere esclusivamente, con le proprie credenziali il singolo studente o la propria famiglia. Qualora, invece, l’istituzione scolastica sia sprovvista di registro elettronico è consentita l’affissione dei tabelloni, evitando di fornire, anche indirettamente, informazioni sulle condizioni di salute degli studenti, o altri dati personali non pertinenti".
E ancora: "Il riferimento alle ‘prove differenziate’ sostenute dagli studenti portatori di handicap o con disturbi specifici di apprendimento (DSA) in ogni caso, non va inserito nei tabelloni, ma deve essere indicato solamente nell’attestazione da rilasciare allo studente. In ogni caso, non è ammessa la pubblicazione online degli esiti degli scrutini".
Il Garante chiarisce che "la pubblicazione dei voti online costituisce, infatti, una forma di diffusione di dati particolarmente invasiva e non conforme all’attuale quadro normativo in materia di protezione dei dati. Una volta pubblicati, infatti, i voti rischiano di rimanere in rete per un tempo indefinito e possono essere utilizzati da soggetti estranei alla comunità scolastica, determinando un’ingiustificata violazione del diritto alla riservatezza degli studenti che sono in gran parte minori, con possibili ripercussioni anche sullo sviluppo della loro personalità".
Pagelle e voti dei figli online? Il parere degli avvocati
Posso pubblicare un voto di mio figlio su Facebook? È il titolo di un video social realizzato lo scorso novembre da ‘Il tuo legale‘, lo studio legale fondato dall’avvocata Francesca Zambonin.
"Sì, ma con cautela – spiegano i legali -. I voti scolastici non sono dati sensibili, ma diventano un problema se associati a informazioni identificabili a un pubblico ampio. Pubblicare foto o schede con nome e dettagli può esporre il minore a rischi di privacy. È sempre meglio oscurare i dati personali e limitare la visibilità ai soli amici. Condividere va bene, ma con responsabilità", hanno concluso.
Come affrontare l’arrivo della pagella per la pedagogista Pepe
Intervistata nel 2025 da Il Giorno, Maria Teresa Pepe, pedagogista al Centro psicopedagogico per l’educazione di Milano diretto da Daniele Novara, ha offerto alcuni suggerimenti ai genitori su come vivere il momento dell’arrivo della pagella.
"Primo: i figli non sono il voto. Può essere scontato dirlo ma si vive ancora questo momento come un ‘peso’. Il voto è l’espressione di un percorso", ha precisato l’esperta.
"Secondo: la pagella non può rimanere solo sul registro elettronico, deve essere condivisa altrimenti il rischio è che resti un mero indice numerico o un’etichetta senza valore. Leggetela insieme, trovate un tempo dedicato e senza fretta per ascoltare quello che lo studente ha da dire, accogliendo la sua esperienza". La condivisione a cui fa riferimento Pepe, dunque, è quella all’interno della famiglia. Discuterne in casa è, secondo lei, un modo efficace per affrontare la pagella e, soprattutto, per dare spazio al punto di vista dei figli sul proprio percorso scolastico.