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Scuole aperte anche a luglio: il progetto in Italia iStock

Scuole aperte anche a luglio, il progetto in Italia: cosa prevede

La provincia autonoma di Trento ha stilato un documento per rispondere alla domanda di servizi educativi durante il periodo estivo

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

Per gli studenti la chiusura delle scuole a giugno è un momento attesissimo che segna l’inizio delle vacanze estive, del relax e del divertimento. Il problema è che molte famiglie, in particolare quelle con entrambi i genitori lavoratori, la gestione dei figli a casa nelle ore mattutine può creare notevoli disagi. Una provincia italiana ha redatto un documento con indicazioni per rispondere alla domanda di servizi educativi durante il periodo estivo.

La nota della Provincia autonoma di Trento sulle attività scolastiche estive

La Provincia autonoma di Trento ha inserito l’estensione delle attività scolastiche estive tra le priorità della legislatura.

Nella Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza provinciale (NADEF) 2026-2028, c’è un capitolo dedicato "all’implementazione di attività estive innovative" per bambini e ragazzi che ha l’obiettivo di sostenere le famiglie e la conciliazione lavoro-famiglia.

Nel documento programmatico si inserisce la volontà di ampliare l’offerta nei mesi di chiusura delle lezioni, includendo anche luglio.

Tra le finalità prioritarie indicate dalla Provincia ci sono la socialità, la pratica sportiva, la promozione di sani stili di vita e l’educazione civica, precisando la volontà di evitare una mera estensione dell’attività curricolare.

In cosa consiste la scuola a luglio

Lo scopo del progetto della provincia autonoma di Trento non è quindi quello di prolungare l’anno scolastico, ma piuttosto quello di proporre esperienze laboratoriali, attività all’aperto e progetti tematici che valorizzino competenze trasversali, senza replicare orari e programmi dell’anno scolastico.

La Nota sottolinea esplicitamente che le iniziative non dovranno tradursi in una "scolarizzazione dei contenuti".

Le attività estive dovrebbero quindi essere concepite come spazi complementari al percorso didattico ordinario e volti a promuovere e rafforzare l’attenzione sulla cittadinanza attiva, il benessere e la prevenzione.

Il tema dell’offerta estiva in Trentino e in altre regioni del Nord Italia è da tempo oggetto di interventi pubblici e convenzioni con enti locali e associazioni del terzo settore.

Il progetto "Scuole aperte in estate" della provincia autonoma di Trento è rivolta ai bambini della scuola dell’infanzia e agli alunni dai 6 ai 14 anni ed è stato inserito negli atti di programmazione economica provinciale e nella legge di stabilità 2026, con una copertura finanziaria pari a 7,8 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028.

L’interrogazione delle consigliere provinciali

Il problema è che, al di là di quanto scritto nella Nota, sembra non siano ancora partite iniziative concrete riguardo alle attività. Il progetto iniziale avrebbe previsto il coinvolgimento del privato per l’attivazione di attività presso gli edifici scolastici, ma attualmente non ci sarebbero ancora proposte concrete.

Le consigliere provinciali Lucia Maestri e Paola Demagri hanno depositato un’interrogazione a risposta scritta per chiedere aggiornamenti sull’organizzazione delle attività estive negli istituti scolastici a partire da luglio 2026.

Secondo quanto ricordano Maestri e Demagri nell’interrogazione, il presidente Maurizio Fugatti aveva annunciato già nell’ottobre 2025 l’intenzione di prolungare l’apertura degli istituti scolastici nel mese di luglio in via sperimentale per due anni, precisando che il calendario scolastico non sarebbe stato modificato e che le attività avrebbero avuto carattere extrascolastico.

Le consigliere sottolineano tuttavia che non risultano ancora informazioni operative su modalità di iscrizione, scuole coinvolte, calendario delle attività o costi per le famiglie.