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Registro elettronico, il consiglio di Novara agli insegnanti Istock

Registro elettronico sotto accusa: il consiglio di Novara ai prof

Novara, in un post, si è mostrato scettico sul "senso di uno strumento che permette ai genitori di conoscere i voti dei figli prima di loro"

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

Il registro elettronico è uno strumento introdotto nelle scuole che non ha trovato il favore unanime di insegnanti e genitori. Rientra nel processo di digitalizzazione degli istituti di formazione ed è nato dall’esigenza di garantire trasparenza sulle attività scolastiche e snellire la gestione burocratica dei docenti. Tra gli scettici riguardo alla sua reale efficacia, c’è il pedagogista Daniele Novara.

Cosa ha detto Daniele Novara sul registro elettronico

In un post su Facebook, Daniele Novara ha chiesto ai suoi follower cosa ne pensano del registro elettronico.

Il pedagogista si domanda quale sia “il senso di uno strumento che permette ai genitori di conoscere i voti dei figli prima di loro”.

Nel contenuto sui social, Novara sottolinea che, in pratica, “è come se a scuola non ci fossero solo i bambini o i ragazzi ma anche i loro papà e le loro mamme. Non mi stancherò mai di ripetere agli insegnanti di considerare che oggi i genitori sono lì, c’è l’ombra del genitore dietro a ogni alunno”.

“È un’ombra che peraltro durante il Covid è stata anche enfatizzata: la DAD l’hanno fatta i genitori – ha aggiunto – non l’hanno fatta i ragazzi. In questo senso occorre stabilire dei confini chiari, che non sono semplicemente confini logistici, come ad esempio mettere il campanello fuori dalla scuola o altro, ma un confine relativamente ai ruoli”.

Il consiglio di Novara agli insegnanti

Sempre nel post su Facebook, Novara ha dato un consiglio agli insegnanti per gestire i genitori degli studenti.

“Agli insegnanti suggerisco sempre di fare una riunione con i genitori all’inizio dell’anno scolastico – ha scritto il pedagogista – in modo da spiegare qual è il loro ruolo, ad esempio che devono far dormire i propri figli in modo che non arrivino a scuola ancora addormentati, che devono fare la colazione, che devono ridurre il carico neuro-mentale dei videoschermi durante la giornata non scolastica, che gli eventuali compiti, che dovrebbero essere il meno possibile, devono riguardare gli alunni e non i genitori”.

Lo specialista ha sottolineato come il genitore debba avere un ruolo di supervisione, un ruolo esterno.

“Non può sedersi lì con il figlio a fare i compiti, per cui se poi l’insegnante ha qualcosa da ridire sui compiti salta fuori che ha qualcosa da ridire sulla famiglia stessa”, ha concluso.

Come funziona il registro elettronico

Il registro elettronico scolastico è una piattaforma online che permette al docente di inserire i principali dati sull’andamento scolastico dei propri alunni, ovvero informazioni sulle assenze, sui voti, sui ritardi o le uscite programmate ma anche sui compiti assegnati, le verifiche programmate e le note.

I genitori, accendendo al registro, possono prendere visione di tutti le informazioni riguardanti il rendimento scolastico del proprio figlio. Tramite il registro elettronico possono inoltre essere contattati dalla scuola stessa per eventuali colloqui.

Il registro elettronico è stato introdotto con il Decreto Legge n. 95 del 2012 dall’allora Governo Monti e, nel corso degli anni, si è diffuso nella maggior parte delle scuole italiane. Riguardo a questo strumento alcuni parlano di problematiche in merito alla privacy e al trattamento dei dati personali degli studenti.