Perché per Novara la scuola italiana ha fatto "passi indietro"
Il pedagogista Daniele Novara in un post su Facebook ha spiegato per quale motivo la scuola italiana ha fatto molti passi indietro negli ultimi anni
Il pedagogista piacentino Daniele Novara non ha dubbi: con la scuola italiana "abbiamo fatto passi indietro", anziché compiere passi in avanti. Il tema discusso dall’esperto in pedagogia sulla sua pagina Facebook è quello della violenza nelle scuole, di cui si parla spesso sui media nazionali. La questione, secondo lui, dovrebbe riguardare soprattutto come viene vissuto in classe il rapporto tra docenti e studenti e studentesse.
Daniele Novara e il tema della "violenza nelle scuole"
In merito al tema della violenza nelle scuole, di cui si dibatte spesso complici i media nazionali, Daniele Novara ha voluto sottolineare, nel suo post su Facebook, che "anzitutto va detto che normalmente a scuola non succedono episodi violenza grave". Lui parla per sua esperienza quotidiana: secondo lui "non emergono segnali che simili e gravissimi atti come questo omicidio possano diventare una tendenza", riferendosi alla morte di uno studente a La Spezia per mano di un compagno di scuola.
Per quale motivo è sicuro di questa affermazione? "Il motivo è da ricercare nel fatto che la scuola italiana, anche rispetto ad altri Paesi, è tradizionalmente attenta agli aspetti relazionali. Gli insegnanti sono attenti alle dinamiche relazionali e coltivano un atteggiamento positivo verso l’empatia e la competenza nel comprendere i propri alunni". Proprio grazie a questo atteggiamento, emerge "una gestione della classe che non si basa su una relativa indifferenza — faccio la mia lezione, poi me ne torno a casa e chi si è visto si è visto — ma sulla costruzione di ambienti scolastici fortemente presidiati sul piano relazionale".
Questo è un tratto culturale e non prettamente professionale: "La cultura italiana, dal punto di vista antropologico, è fondata sul legame e sulla relazione più che sulla performance e sulla prestazione, è sempre stato un elemento preventivo rispetto a situazioni di violenza".
Perché la scuola ha fatto passi indietro secondo Novara
Il fondatore della prima scuola senza voti a Piacenza, nel suo intervento sui social, ha svelato che la scuola negli ultimi tempi ha compiuto un’inversione di marcia da questo punto di vista. "Negli ultimi due o tre anni abbiamo fatto qualche passo indietro", ha detto il pedagogista.
Secondo Daniele Novara "troppi insegnanti si sono arroccati sulla pura e semplice materia, sulla lezione frontale, sul presunto metodo lezione–studio–interrogazione. Ne sono testimonianza gli zaini da 15 chili alle medie o l’eccesso di verifiche, spesso a crocette e con dispositivi estremamente distaccati alle superiori, fino ad arrivare al ritorno della bocciatura con il 5 in condotta".
Cosa dovrebbero fare i docenti secondo Novara
Daniele Novara si è rivolto, allora, a tutti i docenti: "Occorre assolutamente che gli insegnanti siano in grado di gestire gli aspetti socio-relazionali e affettivi dello stare insieme in classe, ossia sappiano sviluppare le relazioni sociali per costruire un clima positivo di collaborazione e una buona gestione dei conflitti". L’esperto ha spiegato che "nel momento in cui si crea una particolare tensione, le scuole devono disporre di strumenti adeguati, come il Metodo Litigare Bene, la comunicazione basata sull’ascolto reciproco e le tecniche di discussione fondate sul dibattito maieutico".
Il pedagogista ha concluso il suo intervento affermando che "la scuola non può essere semplicemente lezione e interrogazione, ma un ambiente in cui si impara anzitutto a stare con gli altri e stare bene insieme, anche nei momenti di divergenza, di tensione, di inevitabile contrarietà".