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Prof Enrico Galiano Ipa

Perché bisogna leggere "Cime tempestose" oggi (per Prof Galiano)

Secondo prof Galiano è fondamentale leggere o rileggere "Cime tempestose", per l'insegnamento che il libro di Emily Brontë può dare sulle relazioni

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

"Cime tempestose", il romanzo scritto nel 1847 da Emily Brontë, è tornato in auge, grazie alla trasposizione cinematografica che ha riportato la storia di Heathcliff e Catherine sul grande schermo. Secondo il professor Enrico Galiano oggi dovremmo tutti leggere o rileggere questo libro, considerato un capolavoro della letteratura britannica. La sua chiave di lettura riguarda l’insegnamento che le vicende sentimentali narrate potrebbero darci, in particolare sulla differenza tra amore vero e "amore malato".

Perché per Galiano Cime Tempestose non è una storia romantica

Il professor Enrico Galiano su Il Libraio ha scritto una riflessione sul nuovo film diretto da Emerald Fennell, dedicato a "Cime tempestose", l’unico romanzo di Emily Brontë. Il docente ha iniziato con il dire che non si tratta di una storia romantica: "Non è quella roba da playlist sotto la pioggia. Non è l’amore che ti completa e di sicuro non è quello che trovi nei cioccolatini. È l’amore che ti consuma". Questo è un "tipo di amore che non ti fa dormire. Non perché sei felice: perché sei in guerra. Hai presente quando qualcuno diventa il tuo ossigeno? E nello stesso momento la tua asfissia?", ha riflettuto il prof.

Dopo la pubblicazione il romanzo della scrittrice inglese venne definito come un libro malato: "Era malato perché non raccontava l’amore come ci piace raccontarcelo. Lo raccontava come spesso è: feroce, sbagliato, assoluto". A partire dal personaggio di Heathcliff, che "non è un eroe romantico". L’unica a vederlo davvero è Catherine, in un mondo che lo isola: "Con lui corre nelle brughiere, ride contro il vento, si sente libera. E quando dice: ‘Di qualunque cosa siano fatte le nostre anime, la sua e la mia sono le stesse’, lo capisci: non stanno parlando di simpatia. Stanno parlando di fusione".

Galiano e l’insegnamento di Come Tempestose sull’amore

A un certo punto Catherine è chiamata a scegliere tra amore e sicurezza, tra cuore e posizione sociale. E lei sceglie la seconda strada: ama Heathcliff, ma "ha paura perché sa che lui è tempesta e lei non sa se reggerà il vento tutta la vita". Lui si sente rifiutato e diventa ossessionato da Catherine: "Non vuole dimenticare: vuole punire. Non vuole guarire: vuole far male".

Secondo prof Galiano "il romanzo smette di essere una storia gotica e diventa uno specchio. Perché Heathcliff siamo noi quando confondiamo amore e possesso. Quando diciamo ‘senza di te non vivo’ e pensiamo che sia una dichiarazione romantica. Quando preferiamo distruggere tutto piuttosto che accettare di non essere stati scelti".

Al contrario "Catherine siamo noi quando scegliamo ciò che è giusto agli occhi degli altri invece di ciò che è giusto per noi. Quando capiamo troppo tardi dove stava la nostra verità". Questo è l’insegnamento principale di "Cime tempestose" e in un periodo in cui si parla molto di educazione affettiva a scuola è emblematica la spiegazione del docente di lettere.

Cosa significa per prof Galiano rileggere oggi Cime Tempestose

Prof Galiano ha concluso il suo intervento spiegando cosa significa oggi rileggere "Cime tempestose" (una lettura non sempre semplice per i più giovani): significa "smettere di idealizzare la passione cieca. Significa accorgersi che non tutto ciò che brucia è amore. A volte è ferita che non sa guarire". In quel romanzo c’è anche dell’altro: "La possibilità di interrompere la catena. La generazione dopo Heathcliff e Catherine riesce ad amarsi in modo diverso. Non perfetto. Non epico. Ma sano".

Secondo il docente "è una cosa enorme", perché vuol dire che "non siamo condannati a ripetere il dolore che abbiamo ricevuto". E probabilmente è proprio per questo motivo che dovremmo rileggere oggi il romanzo: "Perché non è un libro sull’amore eterno. È un libro su ciò che succede quando non impariamo a lasciar andare. E su quanto può costare, scambiare la tempesta per destino".