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Nuovo esame di Maturità: come cambia la prova orale

Il 4 settembre il Consiglio dei ministri ha dato il via libera alla riforma dell'esame di Stato: ecco come cambia la prova orale della Maturità

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Il Consiglio dei ministri ha approvato la riforma dell’esame di Stato del secondo ciclo di istruzione. L’impianto resterà lo stesso, due scritti e un colloquio, ma quest’ultimo è stato completamente rivisto. Scopriamo insieme come cambia la prova orale della Maturità a partire dal prossimo anno.

Come sarà l’orale della nuova Maturità

Nella seduta del 4 settembre, il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto-legge Scuola che contiene al suo interno anche la riforma dell’esame di Stato, che da ora in poi si chiamerà ufficialmente ‘esame di Maturità‘.

“Con questo decreto l’esame di Stato torna a essere esame di Maturità, con l’obiettivo di valutare la crescita complessiva dello studente, il suo grado di autonomia e responsabilità“, ha spiegato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, promotore del provvedimento.

Il nuovo esame punta a valorizzare non solo le conoscenze, ma anche la capacità argomentativa e la maturazione personale degli studenti. A tal fine, come evidenziato il ministro Valditara, il colloquio cambia radicalmente.

In primo luogo, la prova orale non verterà più su tutte le materie, ma solo sulle “quattro discipline principali dei percorsi di studi” che verranno indicate ogni anno a gennaio da un decreto del ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM).

Inoltre, nella valutazione sarà data maggiore importanza al percorso formativo complessivo del maturando, che terrà conto anche dell’educazione civica e della formazione scuola-lavoro, nuova denominazione dei Pcto.

In sede di orale, inoltre, di fronte allo studente non ci saranno più sei commissari, ma quattro (due interni e due esterni) e un presidente. Una novità che “non pregiudica la qualità della valutazione”, ha evidenziato Valditara. A questi, infatti, verrà anche assicurata una formazione specifica.

Bocciatura per chi si rifiuta di fare il colloquio

Chi farà volontariamente scena muta sarà bocciato“, ha affermato Valditara. Come aveva annunciato, infatti, la riforma della Maturità prevede la bocciatura per gli studenti che si rifiutano di sostenere l’orale.

Dal prossimo anno, dunque, anche coloro che raggiungono (o superano) i 60/100 con il credito scolastico e i punteggi delle prove scritte, verranno bocciati se sceglieranno deliberatamente di non sostenere il colloquio.

Le polemiche sulla scena muta volontaria alla Maturità 2025

Quest’ultima misura è stata voluta dal ministro Valditara dopo i casi di scena muta per protesta messa in atto da alcuni studenti all’orale della Maturità 2025. I giovani che hanno deciso di ‘boicottare’ il colloquio dell’esame avevano già raggiunto almeno i 60/100 necessari per ottenere il diploma.

A luglio scorso, Giuseppe Valditara aveva comunicato che nella riforma della Maturità ci sarebbe stata una norma ad hoc per chi si rifiuta di sostenere l’orale. In un’intervista del 10 luglio a Rai News 24, il ministro aveva detto: “Se un ragazzo non si presenta all’orale o volontariamente decide di non rispondere alle domande dei docenti, non perché non è preparato, quello può capitare, ma perché vuole boicottare l’esame, dovrà ripetere l’anno”.

L’annuncio aveva scatenato numerose critiche. “Credo che un problema, che evidentemente esiste, si possa provare a risolvere in due modi: o con il dialogo, oppure con la forza. E quella del ministro mi sembra una risposta violenta, per cui sono molto dispiaciuto”, aveva commentato Gianmaria Favaretto, il primo giovane a fare scena muta alla Maturità 2025.

La polemica è ancora accesa. Il 3 settembre, il noto prof e scrittore Enrico Galiano ha scritto sui social: “Se non ho capito male, funziona che se ti rifiuti di rispondere all’orale, ripeti l’anno, mentre se non rispondi perché non hai studiato, no. Quindi, sempre se non ho capito male, il messaggio implicito è: meglio ignorante che dissenziente. È proprio il caso di dirlo: quattro parole che sono tutto un programma”.

“Chi sceglierà il silenzio per protesta, come accaduto in diversi casi quest’anno, sarà bocciato automaticamente, anche in presenza di buoni risultati nelle prove scritte, rimarcando ancora una volta la repressione del dissenso al centro di questo governo e di questa scuola”, ha commentato Tommaso Martelli, coordinatore nazionale dell’Unione degli studenti.

Per Federica Corcione, dell’esecutivo nazionale dell’organizzazione, “il ministro si riempie la bocca di ‘educazione civica’, ma nella pratica spazi di discussione e partecipazione vengono repressi”. E ha aggiunto: “Noi studenti vogliamo una scuola che ci ascolti, una Maturità che permetta davvero di esprimersi. Non una prova di obbedienza”.

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