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Maturità, cosa succede in caso di domanda fuori dalle 4 materie

A partire dalla Maturità 2026, il colloquio verterà solo su quattro materie: cosa succede nel caso in cui un prof fa una domanda fuori da queste?

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

La riforma della Maturità, che debutterà con l’esame 2026, ha cambiato radicalmente l’orale. La novità più rilevante riguarda le discipline oggetto del colloquio: da quest’anno la prova verterà esclusivamente su quattro materie, individuate dal ministero dell’Istruzione e del Merito attraverso un decreto pubblicato a gennaio. Ma cosa succede se un commissario pone una domanda al di fuori di queste quattro discipline? E soprattutto: è consentito farlo?

I prof possono fare domande che non riguardano le 4 materie d’esame?

Per capire cosa possono chiedere i commissari durante l’orale della nuova Maturità, bisogna guardare al decreto 13/2026, che definisce sia le discipline oggetto del colloquio sia le modalità di svolgimento della prova.

Al comma 1 dell’articolo 2, dedicato all’orale, si legge che "il colloquio si svolge sulle quattro discipline individuate" nelle tabelle allegate al decreto stesso (qui potete trovare l’elenco delle discipline).

Il comma 2, invece, stabilisce che "il colloquio ha inizio con una breve riflessione del candidato sul proprio percorso scolastico e personale, anche alla luce delle informazioni contenute nel Curriculum della studentessa e dello studente".

Successivamente, "prosegue con la proposta di domande e approfondimenti sulle quattro discipline […] al fine di evidenziare il grado di responsabilità e maturità raggiunto dal candidato in ordine all’acquisizione dei contenuti e dei metodi propri delle singole discipline e alla capacità di utilizzare e raccordare le conoscenze acquisite per argomentare in maniera critica e personale".

In base a quanto stabilito dal decreto, dunque, i commissari non possono porre domande che esulino dalle quattro materie d’esame. Fino al 2025 era possibile: un docente poteva interrogare su tutte le discipline di sua competenza (ad esempio, il professore di matematica poteva porre anche quesiti di fisica). Con la riforma questa possibilità viene eliminata. Non essendo prevista, una domanda fuori dal contesto delle quattro discipline potrebbe diventare motivo di ricorso da parte dello studente.

Ovviamente, durante il colloquio il candidato può scegliere liberamente di fare collegamenti con altre discipline o temi non compresi nelle quattro materie. Questa capacità di ampliare il discorso e intrecciare conoscenze diverse può essere valutata molto positivamente dalla commissione. Ma si tratta di una facoltà del maturando, non di un’iniziativa dei commissari.

Cosa valuta il nuovo colloquio della Maturità

Secondo quanto stabilito dal decreto, l’orale della Maturità ha l’obiettivo di "accertare il conseguimento del profilo educativo, culturale e professionale della studentessa o dello studente".

La prova serve quindi a "verificare l’acquisizione dei contenuti e dei metodi propri di ciascuna disciplina, la capacità di utilizzare e raccordare le conoscenze acquisite e di argomentare in modo critico e personale, nonché il grado di responsabilità e maturità raggiunto".

Il colloquio "concorre alla valutazione delle conoscenze, delle abilità e delle competenze del candidato" insieme al "grado di maturazione personale, di autonomia e di responsabilità raggiunto al termine del percorso di studio".

Per questo, la commissione dovrà tenere conto anche dell’impegno dimostrato dallo studente "nell’ambito scolastico e in altre attività coerenti con il percorso di studio, nonché del grado di responsabilità o dell’impegno evidenziati in azioni particolarmente meritevoli – documentate nel Curriculum della studentessa e dello studente – in una prospettiva di sviluppo integrale della persona".

Infine, il decreto specifica che il colloquio deve anche verificare le competenze di educazione civica, che rientrano a pieno titolo nella valutazione finale

Come sarà la prova orale dell’esame di Maturità 2026

Il colloquio della Maturità 2026 verterà esclusivamente sulle quattro materie individuate dal decreto ministeriale, diverse per ciascun indirizzo di studio. Inoltre, non partirà più da un documento predisposto dalla commissione, ma si aprirà con una breve riflessione del candidato sul proprio percorso scolastico e personale. Solo dopo questa introduzione inizieranno le domande dei commissari, che dovranno riguardare unicamente le quattro discipline d’esame.

Nel corso dell’orale, lo studente dovrà inoltre presentare una relazione o un progetto multimediale sulle esperienze svolte nell’ambito dei percorsi scuola-lavoro. Per chi ha ottenuto 6 in condotta allo scrutinio finale è prevista la presentazione e discussione di un elaborato in tema di cittadinanza attiva e solidale, assegnato dal consiglio di classe.

Il decreto chiarisce anche che durante il colloquio sarà effettuata la discussione delle prove scritte, che entrerà a pieno titolo nella valutazione complessiva.

Un’altra novità significativa riguarda l’obbligatorietà dell’orale. Dal 2026, infatti, l’esame è considerato validamente sostenuto solo se il candidato affronta tutte le prove, compreso il colloquio. Non sarà quindi più possibile la "scena muta" volontaria, come è accaduto nel 2025 quando alcuni studenti hanno scelto di non rispondere alle domande della commissione per protesta. Con la nuova normativa, chi si rifiuta deliberatamente di rispondere alle domande viene bocciato, indipendentemente dai risultati ottenuti agli scritti e dal credito scolastico.