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Manovra, il Governo pensa a una detrazione per i libri di scuola

Il Governo sta pensando a una detrazione delle spese sostenute dalle famiglie per l'acquisto dei libri di scuola da inserire nella Manovra di Bilancio

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Con la Manovra 2026, potrebbe arrivare un’importante novità che riguarda la scuola. Il Governo sta infatti valutando l’introduzione della detrazione fiscale sull’acquisto dei libri di testo, al momento esclusi dall’elenco delle spese detraibili in tema di istruzione. In questo modo, le famiglie con figli in età scolare avrebbero la possibilità di recuperare parte delle somme investite per l’acquisto dei volumi, alleggerendo il peso economico che ogni anno accompagna l’inizio dell’anno scolastico.

In Manovra possibile piano del governo contro il caro libri a scuola

Il ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) sta lavorando a una proposta che potrebbe essere inserita nella prossima legge di Bilancio, con l’obiettivo di alleggerire il peso economico che ogni anno grava sulle famiglie con l’avvio delle lezioni. Nella nuova Manovra, potrebbe essere contenuta la detrazione del 19% sulla spesa sostenuta per l’acquisto dei libri di scuola.

La misura era già stata annunciata, come ipotesi, da Giuseppe Valditara durante il question time alla Camera del 30 luglio. Rispondendo a un’interrogazione, il ministro aveva evidenziato la necessità di “misure di ulteriore sostegno” per le famiglie con figli in età scolare, e aveva parlato proprio dell’idea di prevedere una detrazione per i libri di testo. Valditara aveva anche sottolineato l’urgenza di erogare gli aiuti in tempo utile, evitando che arrivino quando l’anno scolastico è già iniziato.

La Manovra di Bilancio, dunque, potrebbe diventare il contenitore ideale per dare forma a questa proposta.

Cosa prevede l’ipotesi di detrazione fiscale

Come riportato da La Repubblica, le simulazioni dei tecnici del MIM sono già in corso e puntano a estendere il perimetro delle spese scolastiche detraibili, includendo anche i libri. I testi per la scuola, infatti, ne sono al momento esclusi, come gli zaini e i materiali da cancelleria. L’elenco attuale annovera: le tasse di iscrizione e frequenza; le gite; il trasporto scolastico; la mensa; corsi e laboratori di lingue, teatro e musica.

L’aliquota ipotizzata è del 19%, in linea con quella già prevista per altre spese in tema di istruzione, dagli asili nido fino alle superiori.

Il valore della detrazione dipenderà dalle risorse a disposizione e dovrebbe essere modulato in base all’Isee delle famiglie, così da avvantaggiare quelle più bisognose. Inoltre, lo sconto fiscale dovrebbe avere un limite massimo, che potrebbe variare in base al grado scolastico frequentato. Per esempio, oggi le spese per gli asili nido sono detraibili fino a 632 euro per figlio, mentre per le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie il tetto è di 800 euro, con una detrazione massima di circa 152 euro.

Cosa hanno detto gli editori

L’ipotesi di una detrazione fiscale per i libri scolastici ha ricevuto il plauso degli editori. Giorgio Riva, presidente del Gruppo educativo dell’Associazione italiana editori (Aie), ha definito l’intervento “non più rinviabile”.

“È un bene che le istituzioni siano al lavoro per inserire la misura nella legge di Bilancio – ha dichiarato Riva -. La detrazione, per altro, è già prevista per le spese per la salute, lo sport, l’istruzione universitaria e gli animali da compagnia. Anche per questo, oltre che per la necessità di ridurre il peso sulle famiglie in un ambito così cruciale come quello del diritto allo studio, andrebbe estesa all’acquisto dei libri di testo”, ha concluso il presidente.

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