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Adolescenti al cinema iStock

Cosa fanno i giovani nel tempo libero: il confronto col 2000

I consumi culturali degli adolescenti sono cambiati dal 2000 al 2025: in 25 anni sono tante le attività che i giovani non amano più, per cause diverse

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Come sono cambiati i consumi culturali degli adolescenti negli ultimi 25 anni? Un’indagine ha fatto un confronto tra quello che i ragazzi e le ragazze facevano nel tempo libero nel 2000 e quello che fanno oggi. I "passatempi" dei teenager non sono più gli stessi e le cause di questi cambiamenti sono davvero molti: il dito non è da puntare solo sull’uso dei social che i giovani fanno oggi, ma anche su altri aspetti che sono stati presi in considerazione in questo report.

I consumi culturali degli adolescenti sono cambiati

Il Laboratorio Adolescenza e Istituto di ricerca Iard ha condotto un’Indagine nazionale sugli stili di vita degli adolescenti in Italia nel 2025. I dati raccolti sono stati confrontati con il quinto rapporto Iard sulla condizione giovanile in Italia, che porta, invece, la data nel 2000. In entrambi i casi è stato ascoltato un campione di adolescenti con età compresa tra i 14 ei 17 anni. Ai teenager è stato chiesto se nei tre mesi precedenti avessero praticato almeno una volta una serie di attività individuate e destinate al loro tempo libero.

Quello che è emerso è che i consumi culturali degli adolescenti sono profondamente cambiati: tantissime attività che un tempo era il modo migliore per trascorrere le giornate e le serate non hanno più appeal tra giovani e giovanissimi 25 anni dopo.

I passatempi passati di moda e quelli che piacciono ai giovani oggi

Il confronto tra il 2000 e il 2025 ha evidenziato che sono tante le attività che non piacciono più ai teenager: ad esempio andare al cinema (nel 2025 è un passatempo scelto dal 31,6% degli adolescenti contro il 78,8% del 2000), andare a un concerto di musica moderna (7,5% vs 23,5%), andare a teatro (23,4% vs 28,7%), andare ad una manifestazione sportiva (19,4% vs 55,7%).

Non piace nemmeno più visitare mostre e musei (31% vs 48,9%), frequentare una biblioteca non scolastica per prendere o leggere un libro (15,1% vs 48,9%), partecipare a manifestazioni locali come fiere, sagre, mercatini (27,5% vs 51,7%). Gli adolescenti del 2025 non hanno più nemmeno voglia di avere un hobby (7,3% vs 39,1%) o di suonare uno strumento musicale (16.8% vs 31,6%).

Tra le domande sui consumi culturali del 2000 non c’era alcun riferimento ai viaggi, attività che i giovani di oggi fanno molto di più rispetto al passato, sia per turismo sia per studio. Si parla di un aumento del 200% rispetto al 2008, anno in cui la Fondazione Intercultura ha davo vita all’Osservatorio sull’internalizzazione delle scuole. Si sta recuperando oggi il ritardo accumulato durante gli anni del Covid, ma secondo Andrea Franzoi, Segretario generale di Intercultura, "l’aumento del numero di ragazze e ragazzi che decidono di trascorrere un periodo di studio all’estero rispetto al 2000 è considerevole".

Per quello che riguarda le differenze di genere, le ragazze adorano seguire eventi di ogni tipo e dedicarsi ad attività extrascolastiche, mentre i maschi sono più attratti dallo sport. La percentuale di ragazze che partono per viaggi all’estero rispetto ai maschi è di due terzi contro un terzo.

Le cause dei cambiamenti nei consumi culturali

Fulvio Scaparro, psicologo e psicoterapeuta dell’infanzia e dell’adolescenza, come riportato da Il Corriere della Sera ha spiegato che non è tutta colpa dei social. "La prima cosa a cui dobbiamo pensare, leggendo questi dati, non è tanto a quello che fanno o non fanno gli adolescenti, ma a come sia cambiato il contesto in cui vivono. Possiamo ritenere che i consumi culturali degli attuali genitori, altrettanto incollati ai social, siano gli stessi dei genitori degli adolescenti di venticinque anni fa? Troppo facile il tiro al piccione nei confronti di una adolescenza che – dobbiamo convincercene – è inevitabilmente lo specchio di una società che noi adulti abbiamo costruito, dove la cultura è già tanto che non sia considerata un disvalore".

La causa di questo calo secondo Carlo Buzzi, Direttore scientifico dell’indagine Laboratorio Adolescenza, è da individuarsi nei "cambiamenti sociali intervenuti in questi 25 anni". Internet ha avuto un peso importante in tal senso, "sia nel bene che nel male, ma non ha senso attribuire la contrazione dei consumi culturali da parte dei giovani, che abbiamo registrato nella nostra indagine, al tempo passato sui social".

Bisogna, infatti, anche tener conto del fattore economico, con il costo di biglietti di concerti e manifestazioni sportive aumentate, così come quelli per le lezioni di un corso per imparare uno strumento musicale. "Poi sì, c’è Internet, ma non solo in versione ludica. La facilità di accesso alle informazioni in rete rende molto meno necessario, per le esigenze di un adolescente, l’accesso ad una biblioteca. Così come l’offerta sempre crescente di film sulle piattaforme penalizza l’andare al cinema".