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La pattinatrice Lara Naki Gutmann Ansa

Che scuola ha fatto Lara Naki Gutmann in gara alle Olimpiadi 2026

Lara Naki Gutmann è stata una delle protagoniste di Milano-Cortina 2026: ecco quando ha capito che pattinare sarebbe diventato il suo mestiere

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Lara Naki Gutmann è una delle atlete azzurre protagoniste di Milano-Cortina 2026: la giovane pattinatrice artistica su ghiaccio ha conquistato il bronzo olimpico a squadre, in occasione delle Olimpiadi Invernali che si sono disputate nel nostro Paese. Che scuola ha fatto Lara Naki Gutmann? Dopo la Maturità ha anche deciso di continuare gli studi, conseguendo una prima laurea, ma non fermandosi qui visto che ha scelto di iscriversi nuovamente all’università.

Che titolo di studio ha Lara Naki Gutmann

Lara Naki Gutmann è nata a Trento il 6 novembre 2002. Ha iniziato a pattinare nel 2006, dopo aver visto pattinatori e pattinatrici impegnati alle Olimpiadi di Torino 2006. SharkNaki, come è stata soprannominata dopo la sua esibizione sulle note della colonna sonora del film "Lo squalo" di Steven Spielberg, è stata l’unica italiana ammessa nel singolo femminile di pattinaggio di figura alle Olimpiadi.

Dopo aver frequentato l’Istituto Comprensivo Rovereto Est e aver preso la licenza media, Lara Naki Gutmann si è iscritto al Liceo scientifico sportivo di Rovereto. Conseguito il diploma di Maturità, si è iscritta a Scienze Motorie, ottenendo la laurea nel 2025. Ha scelto, però, di non fermarsi qui con gli studi universitari, visto che attualmente è di nuovo una matricola.

Che università frequenta Lara Naki Gutmann

Lara Naki Gutmann, oltre ad essere una pattinatrice artistica su ghiaccio, è anche una studentessa universitaria. Già laureata in Scienze Motorie, come sottolineato prima, attualmente è iscritta a al corso di laurea in Scienze Giuridiche per l’Innovazione Organizzativa e la Coesione Sociale.

L’Unicam, ateneo presso il quale sta studiando, le ha dedicato un messaggio sul suo sito istituzionale, ricordando l’impegno della studentessa-atleta ai Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026. Lo ha fatto condividendo l’articolo di RaiNews dedicato alla vittoria della medaglia di bronzo alla Milano Ice Skating Arena, dove la squadra azzurra, formata da Lara nel singolo femminile, Charlène Guignard e Marco Fabbri nella danza su ghiaccio, Sara Conti e Niccolò Macii nelle coppie, e dai due individualisti maschili, Daniel Grassl (per il programma corto) e Matteo Rizzo, si è distinta.

Proprio la storia di Lidia Poët, la prima donna italiana a iscriversi all’Ordine degli Avvocati nel 1883 (ma subito radiata perché donna), è alla base del programma corto che Lara ha preparato per la stagione olimpica. Si è ispirata alla serie tv di Netflix con protagonista Matilda De Angelis. "Ho voluto rappresentare una donna che nell’800 non aveva diritto di parlare, di mostrarsi. Da una parte quindi dovevo nascondere, come imponeva la logica dell’Ottocento, dall’altra mostrare, per rappresentare l’indipendenza e la libertà", ha raccontato a Vogue Italia.

Qual era il sogno da bambina di Lara Naki Gutmann

Come raccontato a Vanity Fair a gennaio 2026, Lara Naki Gutmann si è appassionata al pattinaggio guardando Carolina Kostner alle Olimpiadi di Torino 2006: "Avevo tre anni. Ho visto queste pattinatrici e volevo diventare come loro. Le vedevo così leggere, volteggiare sul ghiaccio. Ero proprio piccola piccola. Mi piacevano i loro vestiti". Ha chiesto ai suoi genitori di provare questo sport e ha iniziato sulla pista di Trento.

Subito le è piaciuto pattinare: "Ovviamente non ho grandissimi ricordi, però mia mamma mi ha fatto vedere un sacco di video proprio delle prime volte in cui ho messo i pattini e si vede che sfrecciavo con questo caschetto, ero contentissima e continuavo a girare intorno". Il suo sogno di pattinatrice è sempre stato quello di andare alle Olimpiadi: nel 2022 ha partecipato alla gara a squadre e poi a Milano-Cortina 2026 non si è esibita solo con il team azzurro, ma anche nel singolare.

Ha capito che il pattinaggio sarebbe diventato il suo mestiere alla fine delle superiori: Fino alla fine del liceo, grazie ai miei genitori che mi hanno sempre spinta a dare tanta importanza alla scuola, ho continuato a studiare. Mi allenavo solo il pomeriggio". Tutto è cambiato dopo un Mondiale a squadre in Giappone. "Quella gara ha cambiato qualcosa nella mia prospettiva e ho detto: ‘Ecco voglio continuare a fare queste gare, io voglio continuare a raggiungere i miei obiettivi e ad esserci in quel tipo di gare’. Lì ho deciso che volevo fare di questo la mia vita, il mio lavoro". Tutto è diventato realtà grazie al gruppo sportivo delle Fiamme Gialle.