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L'attore Fabio De Luigi Ansa

Che scuola ha fatto Fabio De Luigi e che titolo di studio ha

Fabio De Luigi è un famoso comico e attore italiano, che ci ha regalato tantissimi film di successo e personaggi iconici: che scuola ha fatto

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Fabio De Luigi è uno degli attori e dei comici più famosi e più amati del panorama artistico italiano. Nel corso della sua carriera ci ha regalato tantissimi film di successo e personaggi e imitazioni che sono diventati iconici. Carlo Conti lo ha voluto tra gli ospiti della terza serata del Festival di Sanremo 2026, per portare la sua ironia e la sua comicità sul palco dell’Ariston. Che scuola ha fatto Fabio De Luigi e che titolo di studio ha?

Che titolo di studio ha Fabio De Luigi

Fabio De Luigi è nato a Santarcangelo di Romagna, in provincia di Rimini, l’11 ottobre 1967. L’attore e comico romagnolo, dopo le scuole medie si è iscritto al Liceo artistico, dove ha conseguito il diploma di Maturità. Ha svolto il servizio militare nell’Aeronautica e si è iscritto in seguito all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Qui si è diplomato in pittura con una tesi dal titolo "Comicità nella critica d’arte contemporanea".

Ha debuttato come comico nel 1990 partecipando a un concorso, ma è diventato famoso grazie alla Gialappa’s Band e ai diversi "Mai dire…", sia come comico sia come conduttore. Si è dedicato anche alla sitcom, diventando protagonista di "Love Bugs", prima con Michelle Hunziker e poi con Elisabetta Canalis. Al cinema ha lavorato con tantissimi registi e attori italiani, da Claudio Bisio a Pupi Avati, da Gabriele Salvatores a Fausto Brizzi, da Alessandro Genovesi a Cristiana Capotondi, Alessandro Siani, Luciana Littizzetto, Miriam Leone e molti altri ancora.

Carlo Conti lo ha invitato come ospite nella terza serata di Sanremo 2026, insieme ad Eros Ramazzotti, Alicia Keys e Virginia Raffaele.

Il discorso di Fabio De Luigi all’Università di Urbino

A maggio del 2024 Fabio De Luigi ha tenuto un discorso a studenti e studentesse dell’Università di Urbino, in occasione dell’evento "Il comico è un lavoro serio? La mia esperienza". Il rettore Giorgio Calcagnini, come riportato dall’ateneo, ha accolto il comico e attore italiano nell’Aula Magna di Palazzo Battiferri: "Siamo felici di aprirci anche a esperienze e riflessioni apparentemente lontane dal mondo accademico, come quelle che vedono protagonisti De Luigi oggi e Fiorello nei prossimi giorni perché l’apprendimento e la curiosità non hanno perimetri".

Dialogando con Igor Pellicciari, docente di Storia delle Istituzioni Politiche dell’Università di Urbino, Fabio De Luigi ha svelato di essere "felice di incontrare i ragazzi perché è un momento di arricchimento. È piacevole confrontarsi con le nuove generazioni e sono anche vagamente preoccupato di quello che potrò dire. Spero di essere all’altezza o di essere utile, dicendo qualcosa di significativo che serva al loro percorso di studenti". In quell’occasione ha anche parlato del film "50 km all’ora" di cui è regista, sceneggiatore e attore. Ha spiegato che per lui è stato "fondamentale tenere vivo il famoso fanciullino. È una dimensione che conservo molto viva dentro di me quella del bambino, dell’adolescente". Poi ha aggiunto che "quel tipo di sguardo, quel tipo di entusiasmo, quel tipo di sogno, è importante tenerli vivi e farci anche i conti io aggiungo. Nel senso che è bello, ogni tanto, rivolgersi da adulti ai ‘se stessi’ bambini, o ragazzini, per vedere se quello che pensavamo sarebbe stato giusto diventassimo ci soddisfa da adulti".

Fabio De Luigi ha capito di saper far ridere prestissimo: "I primi ricordi risalgono addirittura ai tempi dell’asilo. È stata una fortuna che mi è capitata". Poi ha svelato un aneddoto che lo riguarda: "Ogni tanto faccio una cosa che è un po’ contraria alla mia natura: valuto, cioè, da dove sono partito e dove sono arrivato e, magari, adesso che sono più grande un ‘bravo’ me lo dico… di nascosto però".