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Liceo Classico ANSA

Al liceo classico il ritorno del ginnasio è un caso: lo scontro

La proposta di legge punta a reintrodurre la denominazione "ginnasio" per il primo biennio del liceo classico, ma non tutti sono d'accordo

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

Una proposta di legge che riguarda il liceo classico sta facendo discutere tra favorevoli e contrari. In realtà il testo è di novembre 2025, ma a fine febbraio comincia il suo iter in commissione Istruzione alla Camera. In sintesi si tratta di reintrodurre la denominazione “ginnasio” per il primo biennio del liceo classico.

La proposta per reintrodurre il ginnasio

I deputati di Fratelli d’Italia Alessandro Amorese, Grazia Di Maggio ed Elisabetta Lancellotta hanno presentato una proposta di legge per reintrodurre la denominazione di “ginnasio” per il primo biennio del liceo classico.

Secondo gli onorevoli la cancellazione della distinzione tra il primo biennio del percorso di studio e i tre successivi anni “oltre a impoverire la tradizione del liceo classico, ha avuto l’effetto di rendere meno percepibile il valore identitario del percorso” di studi.

Nella proposta si precisa che il cambio di denominazione “non comporta nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica” ma si sottolinea che la modifica avrebbe un “forte valore simbolico ed educativo”.

L’uniformazione del percorso liceale con la suddivisione dalla prima alla quinta liceo è avvenuta nel 2010 con la riforma Gelmini, che aveva riordinato i diversi licei e diviso per tutti il percorso in primo biennio, secondo biennio e quinto anno.

I parlamentari ritengono tuttavia che “tale uniformazione, sebbene comprensibile sul piano amministrativo, ha finito per appiattire un patrimonio identitario di grande rilievo, privando il liceo classico di un elemento simbolico e pedagogico che ne rappresentava la specificità più autentica”.

Simbolicamente avrebbe significato “la perdita di una continuità storica e ideale con la scuola umanistica italiana ed europea, che da secoli riconosce in quella parola la fase fondativa della formazione intellettuale”.

Le critiche dei sindacati

Sulla proposta di ripristino della denominazione “ginnasio”, i sindacati sono divisi con la Cgil contraria e la Uil più favorevole.

All’Ansa la segretaria generale Cgil Gianna Fracassi ha definito l’iniziativa un’operazione prevalentemente simbolica. Secondo il sindacato, le priorità del sistema scolastico sarebbero altre, a partire dai salari di chi lavora nelle scuole.

Secondo il segretario generale Uil Giuseppe D’Aprile, il ripristino del termine “ginnasio” potrebbe invece rappresentare un riconoscimento del valore pedagogico del percorso classico e della formazione umanistica.

Il parere di Valditara e dell’ex ministra Gelmini

L’ex ministra dell’Istruzione Maria Stella Gelmini ritiene che il tema non sia il nome ma la necessità di promuovere “in tempo di Ia e Stem la cultura classica”.

La proposta di Gelmini è piuttosto quella di “aggiungere lo studio di una seconda lingua straniera” per rendere il liceo classico “più attrattivo per gli studenti”.

Dalle prime rilevazioni sulle iscrizioni per il prossimo anno scolastico (i dati ufficiali non sono ancora stati pubblicati), la percentuale sia ancora in diminuzione rispetto al già esiguo numero di studenti, che nel 2025 era poco sopra il 5%.

Più o meno dello stesso avviso di Gelmini è anche l’attuale ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, secondo cui “più che questioni nominalistiche” la sfida sia “rilanciare il liceo classico”.

“Ho costituito un gruppo di lavoro – ha detto Valditara – per capire come rendere più attrattivo un liceo con una grande tradizione e un ruolo importante nella formazione del pensiero critico e nella conoscenza della cultura classica, fondamento della civiltà occidentale”.